La Festa della Repubblica ci ricorda una verità fondamentale: esistono principi che non possono essere messi in discussione ed esistono strumenti che, invece, devono poter evolvere con il tempo.
La prima parte della Costituzione custodisce i valori fondanti della nostra convivenza: la libertà, la democrazia, la dignità della persona, l’uguaglianza, il lavoro, la solidarietà, la pace, i diritti e i doveri dei cittadini. È il patrimonio comune della Nazione. È la bussola che orienta il nostro cammino. È ciò che rende forte e riconoscibile la Repubblica italiana. Questi principi sono e devono restare inviolabili.
Diverso è il discorso per la seconda parte della Costituzione, che disciplina l’organizzazione dello Stato e il funzionamento delle istituzioni. Non si tratta di valori eterni, ma di strumenti al servizio dei valori. Per questo la nostra Carta prevede essa stessa la possibilità di modificarli attraverso procedure rigorose e garantite.
Non a caso, la seconda parte della Costituzione è stata già modificata decine di volte nel corso della storia repubblicana. Lo abbiamo fatto quando abbiamo ritenuto necessario rendere più efficace il funzionamento delle istituzioni, rafforzare le autonomie territoriali, adeguare il sistema alle nuove esigenze del Paese.
Confondere i principi con gli strumenti significa commettere un errore. Modernizzare le istituzioni non vuol dire tradire la Costituzione; spesso significa renderla più capace di realizzare i suoi stessi obiettivi.
In un mondo che cambia rapidamente, difendere la Repubblica significa custodire i suoi valori e avere il coraggio di aggiornare gli strumenti con cui li realizziamo. La fedeltà alla Costituzione non consiste nell’immobilismo, ma nella capacità di mantenere vivi i suoi principi adattando le istituzioni alle sfide del presente.
Buona Festa della Repubblica a tutte le italiane e a tutti gli italiani.







